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Alimentazione del cane e del gatto

Generalmente mangiamo quello che ci piace e se un cibo ha un gusto cattivo, non lo mangiamo. Ma cosa si intende per appetibilità? Con questo termine si intende qualche cosa di piacevole per il palato o il gusto, ma spesso i proprietari di animali dicono «al mio cane piace questo cibo».

In verità l’appetibilità è un attributo del cibo mentre il piacere è la risposta dell’animale al cibo. Il concetto di appetibilità va ben oltre il gusto del cibo ed è formato dalla combinazione dell’odore, gusto (conosciuto come aroma) e consistenza, ma il 70% della capacità di gustare un cibo proviene dal senso dell’olfatto.

Il senso dell’olfatto varia da un animale all’altro e tante più cellule dedicate all’olfatto sono presenti nel naso dell’animale, quanto più le capacità olfattive saranno sviluppate. Nel cane sono presenti 18-150 cellule /cm², nel gatto 7-21 cellule/cm², nell’uomo 2-4 cellule cm²: ecco perché i cani possono fiutare gli oggetti più incredibili!

L’olfatto è un sistema sensoriale chimico che percepisce, riconosce e misura gli odori che sono costituiti da composti volatili che vengono trasportati dall’aria; una volta che vengono a contatto con i recettori specifici nella cavità nasale, i composti vengono registrati e viene inviato al cervello un messaggio.

La capacità olfattiva di un animale può essere influenzata da molti fattori come razza (cani con naso lungo e stretto avranno un flusso d’aria maggiore che colpisce i recettori rispetto a cani con naso corto che potrebbero essere più inappetenti perché non fiutano bene i cibi), età (durante l’invecchiamento l’olfatto può deteriorarsi e di conseguenza si può avere un calo dell’appetito), la sazietà (un animale affamato avvertirà in modo maggiore gli odori rispetto ad un animale che ha appena mangiato; questo non vale per i gatti che anche se sazi possono continuare a mangiare se il cibo ha odore di carne), la salute (alcune patologie possono ridurre il senso dell’olfatto come le malattie respiratorie od i tumori nasali).

Parliamo ora del gusto: fornisce indicazione importanti sulla sicurezza dei cibi da mangiare e da bere e sull’ ambiente che ci circonda. Il senso del gusto è controllato dalle papille gustative e dalle terminazioni nervose presenti in bocca e sulla lingua: nei gatti abbiamo 3000 recettori, nel cane se ne conoscono circa 1700, nell’uomo da 2000 a 9000, nel pollo 24. I gatti posseggono molte papille filiformi che sono direzionate verso la gola e vengono usate dal gatto per leccarsi: per questo riesce difficile sputare i peli che rimangono impigliati nella bocca ma purtroppo questo non succede con le medicine!

Un fatto particolarmente interessante è che circa la metà dei neuroni del gusto dei cani e gatti sono molto sensibili agli aminoacidi e sono numerosi sulla punta della lingua: questo permette all’animale di distinguere tra carni di tipi e qualità diversi.

Proprio come avviene per l’olfatto, anche il gusto con l’invecchiamento si deteriora. Questo fatto è molto importante da ricordare, in quanto l’animale potrebbe avere un appetito diminuito e scegliere il cibo per la consistenza anziché per il gusto.

Dunque anche la consistenza di un cibo è un fattore molto importante per la scelta di un cibo. I recettori di pressione e di movimento permettono agli animali di valutare alcune caratteristiche come la durezza, l’adesività e l’elasticità. I gatti ad esempio preferiscono crocchette con consistenza croccante e morbida, facile da rompere.

Consigli pratici

Sono diversi gli accorgimenti che il proprietario può adottare per aumentare il piacere del proprio animale a consumare il cibo:

  • conservare correttamente il cibo chiudendo accuratamente i sacchetti per mantenere il gusto
  • conservare in frigorifero le lattine aperte ed utilizzarle comunque entro 2 giorni, ma portare l’alimento a temperatura ambiente prima di somministrarlo
  • per cani un poco «difficili» inumidire le crocchette con acqua a temperatura corporea (38° circa): in questo modo l’alimento rilascia un gusto maggiore
  • pulire sempre le ciotole ed evitare residui di detergente e di cibo umido
  • per i gatti tenere la ciotola lontano dalla lettiera e non inumidire il cibo secco
  • ricordarsi che i gatti preferiscono fare molti piccoli pasti durante il giorno e la notte, per cui lasciare sempre qualcosa a disposizione
  • gli animali sono diffidenti nei confronti del cibo che appare diverso da quello mangiato in precedenza. Per questo motivo bisogna sostituirlo con gradualità
  • in caso di patologie respiratorie tenere le vie nasali libere per preservare l’olfatto.