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Spazzolate il vostro gatto
Spazzolare il vostro gatto è una questione di salute. Aiutando i felini nella pulizia se ne sorveglia la cute, che può svelare problemi a volte facilmente curabili. La cute protegge i gatti dal freddo, dalle scottature ma anche da possibili infezioni. È necessario dunque mantenere pelle e pelo in buona salute. La maggior parte dei felini domestici ha un altissimo senso della pulizia. Ma aiutarli a mantenere l'igiene, spazzolandoli con regolarità, permette un attento e costante controllo della loro salute. La pelle a scaglie, il mantello opaco o il cattivo odore del pelo possono essere campanelli di allarme. E si può trattare di un piccolo problema cutaneo o del sintomo secondario di una faccenda più seria: l'esempio classico, in questo caso è l'ipertroidismo. Per i guai minori possono invece aiutarci alcuni rimedi naturali. Per esempio, la pelle secca causato dall'uso di shampoo troppo aggressivi o di acari (tipo Cheyletiella) si può trattare con acqua limonata. Prepararla è semplice: si lava bene e si affetta un limone (visto l'utilizzo che ne faremo è consigliabile usrae limoni biologici), si unisce a 600 millilitri di acqua calda e si lascia in infusione per tutta la notte. Dopo averlo filtrato, il liquido può essere applicato con un batuffolo di cotone delicatamente. Lo stesso rimedio è utile nel caso di allergia al morso di pulci: riduce infatti il dolore e il rischio di infezioni. (VALERIA ALOISIO da il Venerdì di Repubblica del 27/06/2008)
 
A caccia di ghiaccio al Polo Nord
Per la prima volta nella storia questa estate al Polo non c'è traccia dello strato ghiacciato.
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A Parigi i cani poliziotto mettono le calze
In Francia arrivano i «coprizampe» per proteggere gli animali e preservare la scena del delitto. Ma già in Germania... A Parigi i cani poliziotto hanno i calzini. Non è uno scherzo.
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Empa con il governo nonostante la caccia

Per il governo Berlusconi un rottweiler è aggressivo e pericoloso quanto un barboncino. “Nessun cane è geneticamente pericoloso mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne una eventuale aggressività”. Per la prima volta il Governo italiano, ufficialmente, ammette questo principio, da anni sostenuto da Enpa. In una nota ufficiale, il sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, Francesca Martini (nella foto), interviene sull'argomento e prende le distanze dal disegno di legge presentato dal senatore Andrea Fluttero (Pdl) che prevede il divieto di allevamento, di produzione, di importazione, di vendita e di acquisto di cani appartenenti a razze considerate pericolose e prevede, inoltre, l'obbligo per chi possiede già un esemplare appartenente a queste razze a chiedere una autorizzazione per la detenzione alla questura nonché a sterilizzare il cane. “Non condivido assolutamente il disegno di legge presentato dal senatore Fluttero che non rappresenta la linea del Governo”, precisa il sottosegretario Martini. [perbacco il governo ha una linea in materia di cani! ndr]

“Subito dopo il mio insediamento – aggiunge – ho attivato un Tavolo permanente [un tavolo permanente non si nega a nessuno n.d.r.] relativo al benessere degli animali da affezione, cani e gatti, ove sono rappresentate tutte le categorie coinvolte, come la veterinaria pubblica e privata e le associazioni. In questo contesto martedì prossimo sarà alla nostra attenzione proprio il tema dell'Ordinanza in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, firmata dall'ex ministro della Salute Livia Turco, in scadenza a gennaio 2009. Rispetto a questo tema voglio sottolineare che seguiremo il modello francese: nessuna lista di cani pericolosi sarà più attiva nel nostro Paese. Punteremo, invece, sull'educazione e sulla formazione dei proprietari per l'ottimale detenzione degli animali e lavoreremo a stretto contatto con tutti i centri di addestramento affinché sia abolita qualsiasi metodica che stimoli l'aggressività. Nessun cane è, infatti, geneticamente pericoloso mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne una eventuale aggressività. Ricordo inoltre che – conclude il sottosegretario Martini - il nostro è un Paese che pone il benessere animale e la promozione della presenza di animali da affezione nelle nostre famiglie come pilastro di civiltà”. L'Enpa – che partecipa al Tavolo ministeriale istituito dal sottosegretario Martini – condivide pienamente la posizione. “Sono dichiarazioni importanti – ha affermato la presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi – e particolarmente attese da chi, come noi, da anni sostiene che le liste di proscrizione sono inutili, dannose e creano per il fatto stesso di esistere psicosi e fobie collettive. Non esiste nell'indole di nessun animale una ferocia innata: è il contesto o l'uomo a rendere pericolosi i cani”. “Questo cambio di rotta ci convince e merita la nostra approvazione perché finalmente si interviene non sugli incolpevoli animali ma sugli uomini che, per ragioni varie, rendono feroci e aggressivi certi esemplari. Ne sappiamo qualcosa visto che da anni rieduchiamo con successo i cani sottratti ai combattimenti clandestini”. (4 luglio 2008)

 
Usa, clonato il cane eroe
Trakr, un pastore tedesco di 15 anni eroe dell'11/9, sta per essere clonato dagli scienziati del laboratorio BioArts International.
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Il vicino non rispetta i randagi?
Il vicino non rispetta i randagi? Scrivetelo sui muri Le associazioni consigliano di affiggere volantini per ricordare che maltrattare i gatti di strada è reato Prendersi cura dei gatti di strada. Un gesto che non sempre viene accolto con simpatia e benevolenza. Anzi. Come ricordano Edgar Meyer e Stefano Apuzzo in un libricino edito da Stampa alternativa qualche tempo fa (Qua la zampa. Breviario legale e pratico per cani, gatti e altri animali), anche gattare «famose» (come Anna Magnani) sono state protagoniste di aspre discussioni con i loro concittadini. Con gli anni la situazione non è migliorata troppo, ma perlomeno i gatti che vivono liberi e formano colonie sono più tutelati: basti pensare al comma 7 dell'art.2 della legge 281/91 che dice: «È vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà». È noto come a volte, per liberarsi degli indesiderati animali, qualcuno passi addirittura al veleno. Anche in questo caso, però, la legge è chiara. E conviene farla conoscere. Se il livello di tolleranza nei confronti dei randagi si abbassa, associazioni ed esperti consigliano di affiggere volantini nel quartiere (o nel condominio) che rendano chiaro al KILLER di zona il rischio dei suoi comportamenti: secondo l'art.544 bis e 544 ter del codice penale e art.146 delle leggi sanitarie, per chi avvelena animali sono previste multe (50-500 euro) e reclusione (6 mesi – 3 anni). VALERIA ALOISIO (da il Venerdì di Repubblica)
 
Siamese
Siamese: razza di gatti dal pelo corto, originatasi in Thailandia più di due secoli prima che un esemplare fosse esposto per la prima volta a una mostra, in Gran Bretagna, nel 1871. La caratteristica colorazione del mantello del siamese (corpo chiaro con estremità più scure) è dovuto a un gene recessivo.
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Persiano
Persiano: razza di gatti a pelo lungo molto apprezzati. I persiani hanno aspetto aristocratico, ma non hanno tratti delicati: il cranio è ampio e massiccio, con muso arrotondato e fronte convessa; le orecchie sono piccole e il naso largo e camuso.
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